*** sinsot *** > Può essere interessante sapere che lui è partito da una tavola da surf scavandola e solo in un secondo momento ha preso in prestito le linee dei kayak per avere spazio interno. Un personaggio strano che usa ancora l'idea originale è Ferdinand Golob e se cliccate potete conoscerlo > Non è che mi sono scordato delle canoe canadesi. Sono delle macchine da trekking superbe ma qui si parla di mare e gli indiani che sono dello stesso ceppo degli inuit si sono adattati all'ambiente dei laghi creando una cosa ancora diversa. > C'era un episodio di Magnum p.i. in cui lui si faceva buttare in oceano dall'elicottero di T.J. con un bellisssimo e lunghissimo surf-ski per allenarsi mi pare alla Molokoa-Hawai. Questo è uno molto apprezzato da Daniele Scarpa. > Loro ci fanno anche l'eskimo > in Toscana se uno va a fare trek nautico con mare forza sette gli dicono 'bravo' ma non è un complimento > Fu easattamente la prima cosa che provai appena messo il sedere su uno ScupperPro con una pagaia incrociata. A mollo in 22 secondi netti. > Questo Sardinia rappresenta la perfezione. A parte la bellissima pagaia in legno, pfd oceanico indossato, paraspruzzi, pompa di sentina Henderson, bussola, corda di traino a falsi nodi, cartine sottovuoto, l'unica cosa che mancava erano i razzi. Siamo al 4° km di un giretto di 15 > Assos giro di Itaca ecc al 148° km di 180 circa > forse Zorro Maurilio non vuole > fissato con due pezzetti di velcro > Si srotola sulle gambe e si bagna con effetto bummolo > Comunque questo è il Seamaster un veliero in acciaio che Sir Peter Blake neozelandese vinta la Coppa America fece costruire ed attrezzare per un viaggetto in Antartide. Legato alla battagliola se aguzzate gli occhi la macchia arancio è un SOT doppio di 5 mt il Cabo della OceanKayak per fare i giretti. Ho visto un documentario di National Geographic > Anche questi amici lettoni con cui sono in contatto se la cavicchiano > Il circolino era anche in un posto disgraziato anche per le scoule tradizionali l'acqua marroncina del lago di Massaciuccoli non invitava all'eskimo > Una volta il proprietario di una Oasis Navigator, con esperienza di trekking nulla, dichiarò che Lui andava con una moto mentre io mi contentavo di uno scooterone. Lo dico perchè dovrete farci il callo |
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Se finirò sotto processo dell'inquisizione spero di evitare la crocefissione e l'autodafe' e di cavermela con un’esposizione alla berlina ed un paio di uova marce.Sit inside VS Sit on top |
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Prendiamo una persona media senza grosse capacità fisiche e di coordinazione che voglia veramente girare in mare e vediamo i vari aspetti partendo subito dal più importante.
Controllo con mare mosso
SIN la persona indossa il kayak, diventa tutt’uno con la barca e contrasta facilmente qualunque onda facendo gli opportuni appoggi con la pagaia. Perfetto. Oltretutto con le linee e la coperta a pelo d’acqua e pochissima stabilità primaria si possono bucare le onde e andare anche con mare forza sette.
Peccato anche che bisogna essere dimolto bravini e di solito in tal caso si evita il mare forza sette.
I movimenti non sono per nulla istintivi e se si sbaglia e ci si sbilancia proprio perché si è un tutt’uno con la barca si va a mollo.
Ho amici che sono superbravi e riescono a fare un eskimo sotto l'onda che gli si frange addosso per ripartire dall'altra parte..
SOT
la persona è seduta su una specie di chiatta almeno 10 cm più larga con il busto completamente libero e preme con i piedi e il poggiaschiena per tenersi solidale alla canoa solo in senso longitudinale.
Quando ero fresco di scuola mi sono fatto delle fasce premicoscia ed ho provato a fare un appoggio garibaldandomi immediatamente. Poi ho imparato.
Essendo sospeso su chiappe il movimento istintivo e corretto è quello di rimanere con il busto diritto e immobile lasciando che la barca, pardon , la chiatta si adatti all’onda e scivoli via tranquillamente.
E’ una cosa che non si insegna. Ai neofiti io raccomando solo di non irrigidirsi e poi tutto viene facile. Io sciaguatto la canoa finchè non li vedo rilassati facendo in pratica la stessa manovra che fanno gli istruttori SIN nella prima lezione per buttarli a mollo e insegnargli ad uscire da sotto .
Un amico SOT (scuola SIN ) ha fatto l’Elba Marathon . Fuori Cavo/Riomarina con mare e scirocco di traverso un gran nome dell’ambiente scrisse ammirato che “gli istruttori guizzavano come delfini per recuperare chi si era ribaltato “ e il mio amico a guardare ballonzolando come un turacciolo
Ingresso ed uscita dalla canoa
Su spiaggia il SOT è avvantaggiato basta sedersi o alzarsi di lato. Specie con onda lunga mi è successo regolarmente di arrivare in spiaggia ciottolosa per primo e ripartire per ultimo per aiutare e per evitare rotture.
Qui conta molto il materiale io uso un SOT maledettamente solido in polietilene che mi somiglia è pieno di graffi e non chiede di meglio che entrare diritto sui ciottoli.
Però se uno si imbarca o sbarca da un pontile o un molo alti il SIN ha il vantaggio di non sbilanciarsi quando metti il piede sul fondo e la manovra è più facile..
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e.
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Ribaltamento. Comportamento in mare. |
Pesca. Scuole.
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Certo lo status sociale che hai come SOTTER è infimo ma qualche cosa deve mancare per forza.
Come toscano mi manca tanto un dialetto per non farmi capire se non voglio e come canoista il background culturale e secolare delle tradizioni inuit. Però non mi manca la religione, qualsiasi religione.
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. Nota bene che se io avessi gana di fare le prime due cose mi sceglierei un surf-ski come quelli che usano sudafricani australiani e hawaiani che vanno ancora più veloci.
Pagaia
Capacità di carico.
Comportamento con vela.