| Comincio a sentirmi defraudato ho provato varie volte a partire a manganello (-25) nei momenti sbagliati e con previsioni infauste ma forse per puro furello (-35) non sono mai riuscito a rimanere davvero senza divertirmi (come minimo nell'etimo latino di distrarre da altri pensieri) posso comunque ammettere che lui ha il diritto al giramento di pesi (-25) Probabilmente quello che è capitato a questo amico è lo scotto che lui sta pagando per essere un SINNER. E pensare che avrebbe dovuto vedere la luce visto che aveva avuto la ventura di trovarmi prima di acquistare un kayak. La sua vacanza, pur se lastricata di buone intenzioni, un poino tanto per sfortuna un pò per altro è davvero da prendere ad esempio e monito. Abbonderò in faccine cercando di non dire tutte le volte "ma io l'avevo detto" sostituendola con l'acronimo MILD indicando come io ho fatto o farei in analoghe circostanze. Personalmente non sopporto quelli che dicono che ti legnano ma è per il tuo bene, te lo mettono in quel posto ma è per dare un buon esempio, ti mettono alla berlina ma è per erudire le masse. Soprattutto la cosa mi darebbe noia se non fossi dalla parte giusta Ammiro lo spirito di chi è riuscito nonostante tutto a scrivere questo resoconto e sono sicurissimo che farà dimolto meglio Spero che quando gli andrà bene non perda comunque la capacità di prendersi in giro Anzi sarebbe divertente invertire le parti. Sarò sportivo la prossima volta Io fornirò la base e lui i commenti. Sardozziade di E.L. | Caro Gioanni, sono rientrato a casa da un oretta ed eccomi qui, rinnegato vacanziero, già alle prese con la rete (non da pesca purtroppo). Come anticipato sono con partito Riccardo il 4 agosto da livorno. Non essendoci posti sulla Moby abbiamo optato per dirigerci a golfo aranci con Sardinia e allungare così di una giornata il nostro viaggio. Il tempo non ci mancava del resto. Golfo aranci offre un comodo scivolo per ammarare i kayak a 100 metri dalla banchina di arrivo della nave. Abbiamo comprato un solo carrello porta kayak prima della partenza, decisi a trasformarlo in un due posti utilizzando le pagaie come prolunghe, legandole con delle fascette di plastica di cui ci siamo dotati. L'accrocchio, non ha funzionato, le fascette si sono dimostrate poco resistenti e il sistema di legaggio quantomeno insufficiente. Dopo dieci metri abbiamo deciso di utilizzare le braccia... Partiti di buona lena alla volta di Olbia abbiamo deciso di entrare nel golfo zigzagando le colture di cozze fino ad arrivare ad un campeggio segnalato su una mappa turistica comprata in nave. Idea fetente, non solo perchè il cozzodromo puzza, è sterminato e non regala immagini suggestive, quanto perchè il famigerato campeggio esiste solo nella mappa di cui ci siamo dotati... insomma, alle 21.00, in condizioni di luce che non ci permettevano di fare neanche cento metri e con una certa fatica addosso abbiamo preso terra nel più reietto angolo del porto, presso l'unico scivolo utile al nostro atterraggio. un sorcio di un paio di chili ed un pescatore romano che imprecava per avergli disturbato la pesca sono stati il comitato di festeggiamento. | Stanchi, provati, insomma con il morale sotto i piedi abbiamo optato per elemosinare aiuto dalla stazione dei pompieri di fronte allo scivolo. Ci hanno spiegato subito che i topi si sarebbero mangiati i kayak nel giro di una notte e che l'unico modo economico di passare la nottata era presso l'hotel Mastino, ex bordello malfamatissimo dove una doppia veniva regalata per soli 40 euro a notte. Fantastico, figuriamoci se ci facciamo demoralizzare da un grottesco incidente di percorso, una buona cena in un ristorante caldeggiato dai VV.FF. ci rimetterà di buon umore ed una buona nottata di sonno (la precedente in nave era stata di 4 ore) faranno di noi dei leoni. Salassati dalla cena (buona perlomeno) abbiamo pernottato qui... la mattina seguente, disgustati all'idea di rifarci qualche chilometro di cozzodromo, oltretutto controvento, abbiamo lautamente pagato una coppia di muratori muniti di furgone scoperto perchè ci portassero (noi e i nostri mezzi) all'imbocco del canale di Olbia. Barare non è cosa bella ma non si può tirare troppo la corda quando si parla di "morale" da tenere alto. Così è stato. | Salutati i muratori eccoci pronti a ricaricare i kayak per "iniziare" la nostra avventura. Durante il viaggio una pagaia è volata via, come i muratori che ormai sono partiti e già distanti. "Poco male", quella di emergenza è tutta contenta di svolgere le sue veci. Due ore, dico solo due ore e si scatena il più terribile dei venti sardi. Un maestrale così cattivo ma così cattivo che facciamo appena in tempo ad arrivare a Porto San Paolo dove per fortuna c'è un'altro campeggio. Scelta doverosa visto che rimanendo accampati sulla spiaggia, le raffiche di vento sparano sabbia scorticandoti la pelle. La situazione ventosa non dura mai meno di due giorni, perchè non prenderla con filosofia e bivaccare un paio di giorni in camping... così magari. in autostop, torno a Olbia per comprare una nuova pagaia... Olbia è cara a livelli criminali. Mi vendono un aggeggio pesantissimo per 30 euro (unica disponibilità). "Bene, problema risolto!". Passati due giorni al campeggio Tavolara (delizioso, superorganizzato, relativamente economico, frequentato solo da coppiue e famiglie), scolati diversi litri di un ottimo mirto locale, perso un telefonino, siamo di nuovo pronti a prendere il mare. | il nostro terzo giorno di pagaia procede per il meglio, offrendoci un medio panorama fino ad una spiaggia sotto Capo Coda Cavallo dove prendiamo terra per la notte. unico inconveniente il corto circuito di un ricetrasmittente mal sigillato... capita. I folti battaglioni di zanzare poco hanno potuto contro una vecchia confezione di Autan Extreme (credo sia stato ritirato dal mercato). Notte "tranquilla". | L'indomani siamo partiti alla volta di Budelli (considerazione forse ottimista?... ). Del resto le cose non ci erano andate proprio bene fino a quel momento quindi perchè non essere ottimisti? Due ore di pagaia ed eccoci alla spiaggia della Cinta. 3 o 4 chilometri di spiaggia bianchissima occupata da umani come un arnia dalle api. Non scherzo, tipo 10.000 bagnanti. Uno spettacolo disgustoso che ha risvegliato la mia omofobia. Mai nella vita vorrei passare 48 ore in un posto come questo... una sorta di piscina di tokio per intendersi, bellissima, se riesci a vederla fra i teli da bagno e le gambe dei bagnanti. Bellissima forse ad ottobre. Quanto può durare una considerazione come questa nella testa di un kayakers... 4 secondi? A quel fetente di Eolo sono bastati per scatenare un libeccio (credo) da inchiodarsi in acqua a remare con un solo braccio. Ok, i nervi saltano. Ho retto fin'ora, ho ignorato il susseguirsi di sfortune che si sono alternate come i battiti di un metronomo sul piano di un bambino che vuole a tutti i costi imparare a suonare, ora mi avvilisco. Prendiamo terra, lascio il mio compagno e per evaquare la rabbia corro fino a San Teodoro (un paesino turistico mi dicono...) per farmi rifare la sim del cellulare ed installarla su quello di emergenza, mandare due mail a chi mi può aver cercato senza successo... | | San Teodoro è terra di nessuno. 1000 persone in inverno 100.000 in estate, 0 servizi. Ovviamente non riesco in niente di quanto mi ero prefissato. Torno in spiaggia, trainiamo a mano i kayak altrimenti ingestibili in acqua per un paio di chilometri e, sempre fresati dalla sabbia che ci prende in faccia, raggiungiamo il campeggio attiguo. Il 10 agosto, dopo aver finalmente trovato un internet point e aver scoperto che ci avrebbe atteso una settimana di venti e piogge, abbiamo mandato a cagare il nostro progetto. Come puoi immaginare è molto difficle decidere di abortire un progetto come questo. E' un fallimento. Si, poco saggio sarebbe stato proseguire senza i paraspruzzi e senza un timone che ci fosse d'aiuto per pagaiare in caso di forte vento di fianco, però la sensazione del fallimento ha un sapore difficile da cancellare. Ironia della sorte abbiamo fatto buon viso a cattivo gioco, ci siamo fermati nel campeggio attiguo alla spiaggia-piscina-giapponese de La Cinta. Abbiamo socializzato per i successivi 10 giorni dando libero sfogo ai feromoni, mangiato come maiali, ci siamo fatti rapinare dai commercianti locali e ne abbiamo approfittato per prenderci un bel brevetto PADI per le immersioni , sogno germinato 12 anni fa e finalmente portato a casa. Qualcosa di costruttivo, in mezzo a tutta st'avventuraccia, c'è. La prossima dovrà essere meglio per forza. E. PS a cura del curatore del sito (uno stronzo che non rispetta neppure le mail) | |