la poesia quando ....

Racconti ยท 2026-04-26 18:01:15

Mi scuso in anticipo per i troppi riferimenti a letture ed autori. Dopo nove giorni senza leggere niente ero in piena crisi di astinenza e dovevo trovare una compensazione

Ora non mettetevi a bruciare i boschi della Grecia In definitiva la scaletta che avevo scritto non era poi tanto leggibile e dovete tenere presente che "appena scritto una frase subito comincio a pensare come cambiare quello che ho > appena scritto una frase subito comincio a pensare come cambiare quello che ho > appena scritto una ........" aiuto !!!
Non proprio alla nazione, forse neppure al popolo, anche se la vittoria in Coppa America mi ha dato una perversa soddisfazione. Comunque se uno ha una laura gli usi sono davvero tanti. La capocchia di spillo che si vede alla base del cavaturaccioli che ha inserito un cacciavitino per occhiali è proprio uno spillo ovviamente inox che è anche servito per togliere le schegge dai piedi del mio sodale Pietro.
Per chi mi conosce anche alla partenza e durante. Una delle poche cose programmate che ho rispettato
padroni di non crederci ma lo ho sentito arrivare anche da sopra. Non ho però visto le bonzole che avrebbe fatto se fosse venuto anche dal basso
Ovviamente si fa per dire ed è inutile che facciate commenti sulla mia appartenenza al genere umano.
In effetti quando in un test mi è stato chiesto "Se fossi un animale cosa vorresti essere ?" ho risposto "Una scimmia nuda evoluta e stranamente intelligente" ed è la mia reale opinione, l'altra mia opzione era "una caravella portoghese" una sorta di medusa e colonia simbiotica letale anche per grandi pesci che non ha altro da fare che fluttuare senza coscienza e senza pensare per un tempo indefinito

quando nulla e quando frulla. Passavo dall'abbigliamento standard, scarpe orologio occhiali cappellino, usato dalle 7.30-11.00 e 17.30-20.00 a questo ottenuto srotolando il lenzuolino giallo che si vede arrotolato nella foto base.
Il tessuto bagnato fa effetto 'otre di coccio' o zummolo per tener fresca l'acqua e la pelle ed io ero felice come lo zì Dima nella giara dopo averla ricucita (rif ancora Camilleri e Pirandello)

chissà perchè chiamo ferri da stiro i plasticoni motorizzati che in effetti non spianano affatto il mare ma lo rendono al massimo plissettato.
In effetti però stirare un tessuto plissettato deve essere difficilissimo.
I proprietari possono essere gentilissimi come un costruttore di cruiser americano che alla classica e ipocrita domanda "do you know where could I buy some water?" ci ha fornito di due bottiglie gelate a testa e che poi ......

Penso che, anche se mi sono presentato con un allegro e solare buona giornata, trovarsi di fronte appena alzati e a digiuno un corpaccio n.udo ed ilare possa non essere proprio un buon inizio ma loro mi vogliono bene ed hanno ben assorbito il colpo
Mr Chris (o Craft) ci aveva consigliato Sivota ed una insenatura sul dito di Meganissi. Il primo era ottimamente ridossato e ben servito con taberne, il secondo era magnifico ma un assoluto incubo per un velista con delle bellissime pareti verticali che racchiudevano uno spazio cubico. Tutte e due tragicamente inadatte per un canoista stanco.
Però quel posto sul dito era magico. Un cubo di altissime falesie bianche su tre lati il cielo ed il mare. Non si può fotografare una sensazione come di attesa. Forse con una carrellata lentissima su grande schermo e con una non musica che suggerisce il silenzio sono state ottenute da Jodorowsky delle cose giuste ma il povero mr Fuji e il web sono irrimediabilmente tagliati fuori.

Questo è un esempio nel centro del paese. I proprietari del primo piano hanno affittato e vivono dietro dei tramezzi nella parte non finita.
L'altra è una casina a Kastos

L'unica cosa che non sono riuscito a bruciare. Una bottiglia piena di olio motore esausto abbandonata alle onde. Spero che al delinquente gli si grippi il motore una volta al mese, ma ho paura che non succederà nè in questa vita nè nell'altra
Mitikas - Calamos
Calamos - Meganissi
Meganissi - Lefkas
Lefkas - Sparti
Sparti - Mitikas
Mitikas - Astakos (auto)
Astakos - Boh
Boh - Kastos
Kastos -Calamos
Fine
Ho un amico che è un komeinista della musica classica e di una partitura studia tutto quello che è stato scritto e tutte le interpretazioni filosofiche date alla serie di note sullo spartito. Lo so. E' magnifico sapere che dopo 1' 33" l'oboe rientra con il tema numero 4 e permette di seguire tutto quello che l'autore voleva dire (??). Io sento come una sensazione di freddo e credo che Mozart scrivendo badasse anche a divertirsi e divertire

Sempre a proposito di musica e parole... o musica delle parole.... ditemi voi se la prosa (?... mi ha contagiato) di Giannandrea Jacobucci non somiglia ad uno "scat" di Armstrong o di Bob Mc Ferrin. Copiatevi questo link e andate a leggere sul sito di "Vagabondo" cosa scrive di Barcellona.
http://www.vagabondo.net/Storie/spagna/barcellona2.html
Spero di averlo prima o poi sul mio sito in modo da creare un incubo per lettori tra la sua logorrea di concetti e la mia di associazioni
Complimenti Gioanni...o Giovanni...complimenti!
Ho visitato il tuo sito...complimenti! Un impasto di colori fondamentali del migliore impressionismo francese....ed una prorompente vitalità..che non può essere che la tua. Sai...non credo che lo abbiano ancora fatto ma a breve...credo...oltre la mano, i fondi del caffè, gli aruspici leggeranno anche i siti attribuendo loro una nuova capacità di esplorare, i nostri tormentati cunicoli dell'animo ... mettendo pericolosamente a nudo...infanzie ed adolescenze...come dire "originali"...Ma bravo....la tua prorompente anima vagabonda ti colloca a tutto diritto nella "quadreria" di Fiamma...come spero anche me...ultimo arrivato....E poi....em ...devo dire sei l'unico ( per ora...per ora) ad avermi cercato e comunque....sembrerebbe... ad aver apprezzato la mia prosa. Al riguardo della stampa...o del come si stampa...o del come il tuo computer stampa...sig...non posso proprio esserti utile....(intendo dire..perchè ti offre una lettura di singuli e di sospensioni). Alla partenza...da questa parte non è così! Lo chiedero anche a Fiamma...che ci legge...ma credimi...non adotto nessuna metrica particolare ... ne, nessun artificio voluto si interpone ad una buona lettura..sostenuta delle mie interpunzioni e dalle mie parentisi ( ingredienti fondamentali come per te i colori del sito),(anche loro suscettibili di una analisi....em..grafologica). ma questo...se me lo concedi..è un pò il fascino della tecnologia l'"elogio dell'imperfezione" come direbbe la Levi Montalcini...Considera che il mio computer (portatile) quasi ..gatto..o cane di famiglia...pretende all'accensione un forte colpo bilaterale nella sua parte bassa dello schermo ( i fianchi mi verrebbe da dire)...E lo pretende ..... ooooohh..se lo pretende! Ed io comincio cosi....a scrivere...allegramente ( perchè questa piccola magia mi predispone alla scrittura), ogni volta con rinnovata complicità col "mezzo"....come chi da giovane...furtivamente....ha accarezzato i fianchi della cameriera.....ciao

sempre il solito participio aggettivato o aggettivo partecipiato alla lessico familiare toscano. Vole dire comunque "dopo esservi procurato"
Bah... proviamoci. Prima di tutto è lungo ma soprattutto non è solo nell'aria ma nel terreno e tutto intorno.
Sei come avvolto da un rumore solido.
Se non sei apprensivo ti concilia il sonno. Era buio e tanto era finita; sono andato a controllare il giorno dopo.

Potete anche cominciare a leggere le foto calma
Basta con le scetrolo-ate (-43). (rif. Giuseppe Gioacchino Belli) Cominciamo a fare le persone serie e mettiamo le dediche e ringraziamenti in testa a tutto. Nell' ordine grazie a:
Il pino marittimo Nikolaos Sideromenos che mi ha dato ombra in un caldo pomeriggio di riposo, dopo una tappa abbastanza lunga del giorno prima, permettendomi di raccogliere le idee prima che il sole feroce della Grecia facesse evaporare anche quelle.
La svizzera che con il suo esercito ed i punti Esselunga ha fornito il coltello con una biro sorprendentemente efficiente.
La mia famiglia ed in particolare il mio nipote Matteo senza le cui foto non avrei avuto alcun materiale atto a scriverci sopra
Quella santa donna di mia moglie che mi vuole ancora bene e mi manda persino a giro.

La poesia quando c'è .....

Volevo volare troppo alto mi vedevo già un Omero a cantare le gesta di un novello Ulisse intorno alla petrosa Itaca. Avevo rotto l' asperge (-42) a tutti gli amici per notizie mappe e mi ero fatto una tabella di marcia (sbagliata) che mi avrebbe portato n.udo alla meta.
Le mie ali anche se più tecnologiche di quelle di Icaro erano sempre in materiale termoplastico (in definitiva anche la cera lo è) non hanno retto al sole della Grecia ed all'ira degli dei.
Zeus irritato dalla mia protervia ha incaricato Eolo di mettermi a stare, lui che deve essere di ascendenza scozzese perchè la sua sacca è una cornamusa piena di canne e buchi per fare soffiare il vento da tutte le direzioni si è impegnato sodo.
Dei velisti amici dei sotters di Molfetta avevano dichiarato che la mattina a parte il meltemi era calma piatta. Mentre mi faccio portare a Nidri per partire vengo accolto alle 9 da un vento fortissimo da sud e nuvoloni minacciosi elaborato apposta per da quel dispettoso folletto irlandese di Eolo. Plagiato dalle pagine web e dai portolani scaricate dai Molfettani e mal consigliato dalla cervicale della moglie di Pietro che prometteva tempesta rinuncio alla partenza immediata e mi accodo agli altri per il loro giro.
Per risparmiare peso scarico anche il carrellino dato che nel giro previsto è inutile.
Idiota idiota idiota idiota idiota. Dall'Olimpo tre o quattro ore dopo quando si è rasserenato si è sentita distintamente una gran risata. Anche gli Dei greci sono stronzi e vanno depennati dalla lista che userò in punto di morte (strizzata agli annessi al cucuzzolo (-41)) per convertirmi. In testa ai papabili rimane un orixas (rif. quasi tutti i romanzi di Jorge Amado) ma devo ancora scegliere il mio o meglio ancora trovare un esperto in candonble che mi consigli poi anche su come fregarlo con offerte fasulle in caso di conversione prematura.
Il mio umore è nivuro di siccia (nero di seppia rif. quasi tutto Camilleri) e solo ora mi rendo conto di quanto gli amici mi vogliano bene per avermi sopportato durante i preparativi e per il primo chilometro di pagaiata verso Calamos.
Fortunatamente la poesia lascia se non cicatrici almeno dei postumi benigni e divento almeno umano Per la sera sono sciaguratamente simile a me stesso e più saggio per due lezioni sulla mia pelle.
(1) Non fidarsi degli irlandesi ('they're daft' rif "MASH" di Hooker) e soprattutto ignorarli. Il vento è capriccioso e va preso come viene tanto con un pò di fatica in più se ne esce e poi si stufa e smette.
(2) Diffidare dei consigli di gente che non fa il tuo mestiere. Un posto meraviglioso per un velista fa schifo ad uno stiratore che in ogni caso da consigli inadatti sia ai canoisti che ai velisti.
Sono un ingrato e la mattina mi presento agli amici comunicando di aver cambiato di nuovo l'itinerario e li abbandono per Meganissi.
Uffa
mi sono rotto lo stennarello (-40) dell'unità di tempo e di luogo e d'ora in poi metterò giù le cose in ordine sparso come le ho scritte nella scaletta sotto Nikolaos. D'altronde il flusso dei miei pensieri è come una improvvisazione jazz in cui una frase tira l'altra ma la logica esiste. Certo che il jazz è come la fantascienza, per trovare qualche cosa di buono devi assorbire spesso tanto ciarpame. E' una situazione anche complicata dal fatto che, se non sei nell'animo giusto anche il meglio diventa incomprensibile. Quando c'è la giusta alchimia fra ascoltatore e musicista è davvero magnifico.
Oops ... capito cosa dicevo? .... ho derivato..... d'ora in poi metterò un riferimento fisico alla sensazione rispetto alla piantina dell'itinerario e speriamo bene. (L'album e il ragno hanno una sequenza cronologica vera e ci sono informazioni utili. Fermatevi ora!).
(A) "Il" bagno perfetto Lo so. Ho già usato questo termine per la palude del Brancolo, per il bagno dei poveri a Postumia ecc, ma è la sensazione dentro la pelle che lo rende tale, ogni volta unico, immeritevole di un articolo banale e generico come "un". C'è una caverna poco passata la punta di Lefkas che ha una imboccatura, piccola, appena sufficiente in altezza per passare sdraiandosi sulla canoa e poi si allarga su una volta quasi sferica per circa 20 mt, si ramifica poi in tunnel molto lunghi. Ci si tuffa in quell'acqua perfettamente limpida ed è il buio. Poi gli occhi scordano l'abbacinante sole della Grecia e si comincia a vedere sia fuori che dentro l'acqua. Si va avanti nel tunnel, nuotando, piano, per non fare rumore e non smuovere neppure l'acqua, è ancora il buio, poi si intravede di nuovo qualche cosa e il ciclo prosegue finchè il buio diventa solido e si rimane come sospesi sul nulla. Solo allora ci si gira e si nuota verso la luce azzurra.
(B) La poesia delle piccole cose Sono, e si vede bene dalle foto, una scimmia nuda con un corpaccio bello fisico che trova il mangiare uno dei possibili piaceri della vita.(La foto in swap è invece Pietro il Nervo)
Camilleri con Montalbano e per allitterazione Manuel Vasquez de Montalban con il suo Pepe Carvalho mettono sempre nei loro libri descrizioni succulente di piatti e ricette.
Io allora posso fare un omaggio al mio sensei Antonio citando la sua ricetta per sfruttare il pesce appena pescato alla traina secondo i consigli su cui ho invece giurato il segreto.
"Procurate due occhiate ed una aguglia, squamarle accuratamente in acqua. Metterle in una padellina con un dito di acqua di mare e scottarle fino a che gli occhi non diventano bianchi. In un piatto spolparle accuratamente gettando le lische e tenere da parte la polpa e l'acqua di cottura. In un pentolino più profondo dove poi saltare la pasta fare un soffritto di aglio tritato e peperoncino senza neppure farlo imbiondire. Aggiungere la polpa di un pomodoro maturo tagliato come si mangia una anguria senza le bucce. Fare andare fino a che l'acqua di vegetazione sia quasi evaporata ed aggiungere la polpa dei pesci. Fare insaporire aggiungendo di tanto in tanto l'acqua di bollitura dei pesci per non fare asciugare troppo"
se nel frattempo il vostro commensale sul suo fornellino ha cotto la pasta sarete felici in due.
(C) Io sto molto meglio di loro. A metà del dito di Meganissi c'è una caverna immensa in cui gli italiani nascondevano durante la guerra il loro unico sommergibile. Ci sono arrivato abbastanza presto ed era tutta mia. Sono andato sulla spiaggettina in fondo e poi a nuoto mi sono fatto il mio bel giro. Mentre sto uscendo vedo arrivare una cosa inconsulta che avevo già notato a Nidri ma ritenevo tutto tranne un natante.
Era la fedele riproduzione a motore di una nave greca con tanto di occhio a prua e poppa arcuata carica di touristos facci lei che sono stati pascolati in acqua per circa sette minuti di indimenticabile emozione mentre gli idrogetti della nave rombavano tenendola ferma sull'imboccatura. No faccinas please. Anche nei rimanenti chilometri ero, solo, a tre metri dalle falesie più belle che abbia mai visto, mentre motoscafi e gommoni passavano ben al largo dalle rocce che io sfioravo. No faccinas. .
(D) La spazzatura e la speculazione Non ho mai visto un posto più sporco e trascurato delle spiagge greche. Dove non ci pensano gli imbecilli delle barche i greci dimostrano un incredibile non senso del decoro. Sembra quasi che la civiltà, quella deteriore dei beni usa e getta tipo bottiglie di plastica automobili e motori da cambiare eccetera, gli sia caduta tra capo e collo senza il tempo di produrre i necessari anticorpi. Sono passati dalla carta gialla del macellaio che potevi tranquillamente buttare dove volevi alla plastica indistruttibile. Lo stesso è avvenuto per le costruzioni. Arrivati i soldi, su, una bella struttura in cemento armato al posto della casina quadrata con le persiane blu.
Mitikas è un mito. Il mio umore era nivuro e penso proprio di averla vista nella sua realtà mentre i miei amici avevano gli occhi foderati di poesia (l'avevano vista e abitata da giovani venti anni prima e percepivano solo le cose che erano ancora tollerabili).
Stranamente al ritorno dopo essere stato su Calamos e Kastos dove i paesi sono stati conservati dai turisti come seconde case il mio amico Pietro ha visto quasi quello che avevo visto io.
Io invece con il pieno di poesia ho visto del buono.
Il tessuto sociale del paese è intatto, il pope vecchio cammina rispettato per la strada, quello nuovo è bellissimo e domina seguito dai figli, le vecchine fanno il bagno vestite di nero. Forse impareranno ma ormai il peggio è già stato fatto ed ho paura sia irrimediabile.
Comunque, come la fame, la poesia quando c'è ...

..... condisce tutto

.(Z) Il rogo L'ultimo giorno mi sono fermato da solo a dormire sulla prima spiaggina dove avevamo sostato ancora in cinque il primo giorno. Ho acceso un fuoco. Non era per cremare simbolicamente i resti dell'eroe che avrebbe potuto essere ma non è stato ma prosaicamente per bruciare tutta la plastica e le bottiglie e lasciare finalmente una spiaggina greca pulita.



P.S.
Aliquid novus cotidie discemus (impariamo qualcosina di nuovo tutti i giorni) è il motto che ha sostituito il famoso Jucunde senescemus nell'associazione geriatrica. Io stanotte ho imparato come è il rumore di una frana.
E' un rumore come di ...... una frana.
Devo avere comunque qualche cosa dell'eroe omerico se gli dei si sono disturbati a mandare Polifemo con il suo Caterpillar a scaricare un bel 40 mc di massi e scisto terroso dalla parete verso la mia tendina. Il ciclope nonostante la protesi bionica trapiantata (Olhado rif "Speaker for the dead" di Orson Scott Card) continua ad avere una pessima mira probabilmente perchè con un solo occhio manca del senso della profondità. Infatti la direzione era perfetta ma è stato corto di una decina di metri. Spero proprio di trovare la mia Itaca prima di essere beccato dagli Dei invidiosi e vendicativi.

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